In ambito di illegittimo protesto e sulla conseguente necessità di riequilibrare il conflitto di interesse tra debitore protestato e interesse pubblico, elemento quest’ultimo che nello specifico è ravvisabile nella facoltà di consentire a tutti di conoscere i nominativi dei soggetti protestati, la giurisprudenza si è espressa numerose volte in merito alla possibilità di ottenere una tutela cautelare.
La giurisprudenza ha individuato la possibilità, in alcuni casi, di ricorrere al procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (si veda, a tal proposito: Trib. Bologna, ord., 2 novembre 2016, in Pluris, 2016); in altri casi, al contrario, ha ritenuto inutilizzabile detto procedimento in quanto ha ritenuto competente per materia il presidente della camera di commercio (si veda: Trib. Udine, ord., 13 febbraio 2002, in Giur. mer., 2002).
Nello specifico la tutela cautelare è ritenuta utilizzabile per richiedere e ottenere la sospensione della pubblicazione del protesto ma non la cancellazione del medesimo; quest’ultima, infatti, è ritenuta di competenza del giudice di merito in quanto la cancellazione assume un “carattere definitivo” del tutto estraneo al procedimento previsto dall’art. 700 c.p.c. (si veda: Cass. civ., sez. I, 16 gennaio 1986, n. 251, in Mass. Foro it., 1986; Trib. Napoli, 28 maggio 2010, in Platinum, 2010).
A fare ulteriore chiarezza sulla problematica in esame è intervenuta la Corte costituzionale che sottolineato come il compito di ordinare la cancellazione dei protesti sia da attribuire unicamente al giudice di merito del successivo ed eventuale provvedimento cautelare di sospensione della pubblicazione e che lo strumento cautelare è destinato unicamente a tutelare la reputazione commerciale del soggetto protestato, nel caso in cui quest’ultimo non sia responsabile del mancato pagamento del titolo.
Nella pronuncia del 21 aprile 1994 la Corte costituzionale, inoltre, ha affermato che «il sistema dei protesti cambiari, come risulta anche dall’evoluzione giurisprudenziale, prevede una serie di ipotesi di non pubblicazione di protesti cambiari e consente, anche per quelli pubblicati, la contestuale comunicazione dei motivi del rifiuto di pagamento e le successive rettifiche, realizzando così un trattamento differenziato fra i debitori colpevoli e quelli incolpevoli; pertanto, è infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, della legge. 12 febbraio 1955, n. 77, sollevata con riferimento all’art. 3 Cost., sotto il profilo che esso, non prevedendo l’esclusione della pubblicazione di protesti nell’ipotesi che il mancato pagamento sia dovuto a causa non imputabile al debitore, lederebbe il buon nome commerciale e l’onorabilità della persona e porrebbe in essere una ingiustificata parità di trattamento fra il debitore al quale non è imputabile il mancato pagamento ed il debitore che, senza giustificato motivo, sia stato insolvente».
Si ricorda, ad ogni modo, che in caso di proteso illegittimo di cambiali il soggetto protestato ha sempre la possibilità di richiedere la cancellazione all’autorità giudiziaria ordinaria (si veda: Tribunale di Foggia, sent. 11 febbraio 2003, in Pluris, 2003); tale possibilità è utilizzabile in tutti quei casi in cui le anomalie dell’atto pubblico non siano direttamente ravvisabili dal titolo di credito e venga ritenuta esclusa la competenza del presidente della Camera di commercio a prendere in esame la cancellazione del titolo protestato.
In relazione agli aspetti puramente processuali si fa presente che dovrà sempre essere rispettato il principio del contraddittorio tramite la partecipazione del pubblico ufficiale che ha elevato il protesto (In tal senso, si veda: Cass. civ., sez. I, 10 giugno 2010, n. 14005, in Ced Cass., 2010), mentre la partecipazione al procedimento della Camera di commercio, pur potendo essere convenuta in giudizio, non è ritenuta necessaria.
Il fumus boni iuris, sarà ravvisabile nell’interesse a vedere dichiarato nullo un protesto per carenza dei requisiti formali (assegno privo di data, illegittimo riempimento, ecc.); il periculum in mora, al contrario,sarò individuabile nel danno causato alla sfera economico-giuridica del soggetto protestato.
I danni patrimoniali causati da una illegittima segnalazione possono essere, infatti, molto ingenti se consideriamo come la possibilità di accedere al credito possa essere limitata con conseguente impossibilità a proseguire una attività commerciale o imprenditoriale; proprio per questo il periculum in mora, viene spesso e volentieri rapportato all’avviamento di un’attività commerciale perchè la reputazione di un imprenditore è considerata uno dei fattori fondamentali dell’avviamento di un’attività e il discredito commerciale può contribuire a interrompere numerose relazioni commerciali con conseguente perdita di nuove possibilità e opportunità di lavoro.
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Questo ebook/Libro cartaceo illustra, in modo operativo, le problematiche inerenti all’anatocismo e all’usura oltre che alle rimesse solutorie nel conto corrente bancario.
La contestazione dell’anatocismo usualmente coinvolge rapporti di conto corrente particolarmente risalenti.
Le illegittimità nell’ambito della capitalizzazione trimestrale degli interessi, infatti, difficilmente si verificano nei rapporti accesi di recente.
L’anatocismo a far tempo dal secondo trimestre 2000 è stato legittimato attraverso l’introduzione di uno specifico quadro normativo.
INDICE SOMMARIO
Prefazione Capitolo 1. L’anatocismo in conto corrente 1.1 Il conto corrente, uno strumento di deposito e di indebitamento 1.2 Definire l’anatocismo 1.3 Profili normativi 1.4 Criticità del vincolo di reciprocità 1.5 Note e riflessioni in tema di adeguamento dei contratti bancari 1.6 Profili operativi: il ricalcolo del saldo finale
Capitolo 2. L’accertamento tecnico dell’usura 2.1 Gli antecedenti nel dibattito politico 2.2 La Legge 108/96 e l’art. 644 del codice penale 2.3 I decreti ministeriali: struttura e contenuti 2.4 La rilevazione dei tassi soglia 2.5 Il cambiamento del metodo di calcolo 2.6 L’usura “ex ante”: aspetti tecnici ai fini del calcolo del TEG rispettando i criteri di Banca d’Italia 2.7 L’usura sopravvenuta e lo ius variandi: profili giuridici 2.8 Omogeneità e Commissione di Massimo Scoperto
Capitolo 3. La prescrizione delle rimesse solutorie 3.1 Introduzione: la prescrizione del diritto di ripetizione 3.2 Rimesse ripristinatorie e rimesse solutorie 3.3 La decorrenza 3.4 La Sentenza della Corte di Cassazione n. 15895/2019 101 3.5 Rimesse solutorie e ripristinatorie: profili tecnici 3.6 Quantificazione delle rimesse 3.7 Cenni sul fido “di fatto”
Appendice 1 Delibera CICR del 9 febbraio 2000 Appendice 2 Delibera CICR del 3 agosto 2016 Appendice 3 Legge n. 108/96 Appendice 4 Serie storica TEGM e Tassi Soglia. Apertura di credito in conto corrente fino ad euro 5.000 Appendice 5 Serie storica TEGM e Tassi Soglia. Apertura di credito in conto corrente oltre euro 5.000 Appendice 6 Serie storica TEGM e Tassi Soglia. Scoperto di conto corrente non affidato fino ad euro 1.500* Appendice 7 Serie storica TEGM e Tassi Soglia. Scoperto di conto corrente non affidato oltre euro 1.500* Appendice 8 Serie storica CMS Soglia**
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Questo ebook/Libro cartaceo, aggiornato alle sentenze di San Martino 2019, tratta della responsabilità delle strutture sanitarie, pubbliche e private, alla luce della normativa pregressa e attuale.
Si illustra come si evolve il riparto dell’onere della prova anche confrontando le nuove pronunce di San Martino dell’11 novembre 2019.
Si affronta anche l’argomento riguardante gli obblighi assicurativi delle strutture sanitarie.
Inoltre si esamina anche gli aspetti riguardanti l’azione di rivalsa e di responsabilità amministrativa dinanzi alla Corte dei Conti.
INDICE SOMMARIO
Capitolo 1. La natura contrattuale della responsabilità delle Strutture sanitarie (pubbliche e private), alla luce della normativa pregressa e attuale 1.1 Premessa 1.2 La responsabilità della Struttura sanitaria per “fatto proprio”, ossia per carenze organizzative e strutturali 1.3 La responsabilità della Struttura sanitaria per fatto del medico esercente la professione sanitaria 1.3.1 La sentenza di San Martino n. 28987 del 2019: la presunzione di pari responsabilità al 50% tra Struttura ospedaliera e medico esercente
Capitolo 2. Riparto dell’onere probatorio in capo alla Struttura: spetta al paziente provare il nesso causale, e allegare l’inadempimento della Struttura 2.1 Riparto dell’onere probatorio nelle nuove pronunce di San Martino dell’11 novembre 2019
Capitolo 3. Strutture sanitarie e obblighi assicurativi
Capitolo 4. L’azione di rivalsa e di responsabilità amministrativa: presupposti e limiti di applicazione dell’art. 9, L.n.14/2017 4.1 L’azione di rivalsa promossa dalla Struttura sanitaria privata: legittimazione e limiti soggettivi e oggettivi 4.2 L’azione di rivalsa dopo la sentenza di San Martino della Corte di Cassazione n. 28987/2019 4.3 L’obbligo di comunicazione all’esercente la professione sanitaria del giudizio basato sulla sua responsabilità. Estensione del contraddittorio nei suoi confronti 4.4 Gli ulteriori limiti all’azione di rivalsa derivanti dal “mancato intervento” dell’esercente nel giudizio Struttura sanitaria-danneggiato 4.5 Le conseguenze derivanti dalla “partecipazione” dell’esercente la professione sanitaria al giudizio tra Struttura e paziente/danneggiato ex art. 7, l. 24/2017
Capitolo 5. L’azione di responsabilità amministrativa dinanzi alla Corte dei Conti 5.1 Limiti monetari e progressione di carriera
Capitolo 6. Conclusioni sull’azione di rivalsa e di responsabilità amministrativa
Si parlerà degli aspetti pratici da valutare per ottenere l’accesso all’agevolazione nonché delle problematiche connesse a casi particolari. Il relatore è a disposizione per rispondere alle domande.
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Risposte ai quesiti
24 settembre 2020 WEBINAR ore 15.30-17,30 segna la data
La struttura finanziaria dell’impresa è determinante nel medio-lungo termine per il successo della stessa, anche se purtroppo il modello di sistema finanziario tuttora vigente ritiene di poter fare affidamento quasi soltanto sulle banche sia per finanziare il fabbisogno aziendale corrente, sia per sostenere progetti di sviluppo più ambiziosi. I rapporti bancari e il deteriorarsi di essi, quindi, sono spesso fonte di una crisi di impresa irreversibile.
Questo e-book si occupa di analizzare la gestione di flussi finanziari delle imprese e dei metodi alternativi al finanziamento bancario. Infatti si parla di “finanza strutturata”, di equity crowfounding, di mini-bond, di foundraising.
INDICE SOMMARIO
Capitolo 1. La gestione finanziaria in ambito aziendale 1.1 Il ruolo della gestione finanziaria nell’impresa in crisi 1.1.1 Le fasi della gestione finanziaria 1.1.2 Fabbisogno e programmazione 1.1.3 Analisi del fabbisogno finanziario 1.1.4 Valutazioni del fabbisogno finanziario 1.1.5 Strumenti del fabbisogno finanziario: leasing, factoring e altri strumenti 1.1.6 Il credito bancario 1.2 Gli indicatori della crisi 1.3 Il c.d. credit crunch
Capitolo 2. Le fonti di finanziamento 2.1 Fonti di finanziamento interne ed esterne 2.2 Caratteristiche delle forme di finanziamento 2.3 Criteri di scelta tra le diverse fonti
Capitolo 3. La finanza strutturata 3.1 L’equity crowdfounding e il foundraising 3.2 Minibond: un modo per finanziare le società non quotate in borsa 3.2.1 Esperienze di finanziamenti con minibond
Il presente lavoro intende offrire una guida operativa alla redazione del ricorso per cassazione. Nell’ottica di questa autrice, la difesa scritta in ambito penale necessita non solo della rigorosa e della compiuta conoscenza del mezzo, degli istituti giuridici e degli sviluppi delle questioni da parte della giurisprudenza, bensì anche delle adeguate conoscenze argomentative e fattuali, delle massime di comune esperienza, della utilità nella scelta degli argomenti e dell’ordine di prospettazione, proprio nella predisposizione di uno scritto difensivo.
Nella redazione di ogni atto, la fase preliminare è rappresentata dalla ricerca degli argomenti. Nel processo penale essi possono dividersi in fattuali, in massime di comune esperienza e giuridiche.
INDICE SOMMARIO
Capitolo 1. Il ricorso per cassazione
Capitolo 2. La parte motiva della sentenza
Capitolo 3. Scrivere un ricorso
Capitolo 4. In particolare: i vizi di mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della sentenza
Questo e-book tratta delle questioni legate alla prassi della coordinazione genitoriale alle Sezioni della Famiglia dei Tribunali disponibili ad applicare lo strumento dedicato alla risoluzione dell’elevato conflitto genitoriale.
INDICE SOMMARIO
Capitolo 1. Una nuova possibilità Capitolo 2. Evoluzione di soluzioni differenziate per il conflitto separativo Capitolo 3. Definizione di coordinazione genitoriale e obiettivi 3.1 Funzioni del coordinatore nelle Linee Guida Capitolo 4. Gli studi internazionali sull’efficacia della coordinazione Capitolo 5. Caratteristiche fenomenologiche degli utenti HC Capitolo 6. Preparazione del coordinatore e dei membri del team Capitolo 7. Criticità nella prassi della coordinazione genitoriale a) Tribunale di Civitavecchia, 2015 b) Tribunale di Milano, 2016 c) Tribunale di Mantova, 2017 7.1 Coordinatore ausiliario o figura ADR Capitolo 8. Prassi e protocolli del Tribunale 8.1 Alcuni elementi fondamentali per un protocollo Capitolo 9. Esemplificazioni di casi pratici 9.1 Linee Guida per lo Psicologo operante in coordinazione genitoriale 9.2 I genitori si rivolgono al coordinatore 9.3 Il Giudice e la nomina del coordinatore
L’articolo 560 c.p.c. è stato integralmente riscritto con la riforma del 2019. La sua riformulazione comporta uno sforzo interpretativo che coinvolge molteplici aspetti della custodia.
L’interpretazione che sembra maggiormente rispettosa del principio di tassatività dei titoli esecutivi, del principio di economia ed efficienza del processo e della sua ragionevole durata, sembra essere quella che sostiene che l’ordine di liberazione di cui al rinnovato articolo 560 c.p.c. è un provvedimento sommario e semplificato, esecutivo per natura, che può essere attuato secondo le modalità deformalizzate dei provvedimenti cautelari sotto la direzione del giudice dell’esecuzione.
Impugnabile ex art. 617 dalle parti del processo e da chi detiene il bene senza un titolo opponibile alla procedura, ma privo di decisorietà e definitività nei confronti di chi ha un titolo opponibile, che potrà comunque sempre agire per l’accertamento del suo diritto in via principale ordinaria oltre che se lo preferisca a mezzo di un’opposizione cognitiva.
INDICE SOMMARIO
Capitolo 1. La liberazione dell’immobile
Capitolo 2. La riformulazione dell’art.560 c.p.c.
Capitolo 3. Il debitore e i suoi familiari conviventi
Capitolo 4. La liberazione endoesecutiva del bene e la rimodulazione dell’obbligo di consegna del bene acquistato in vendita forzata
Capitolo 5. L’efficacia dell’ordine di liberazione nei confronti dei terzi
Capitolo 6. Le problematiche in sede di attuazione dell’ordine di liberazione
Capitolo 7. La procedura di rilascio e l’emergenza COVID-19
Il testo analizza tutti gli aspetti organizzativi a cui i medici e i professionisti della sanità devono attenersi per ottemperare al regolamento GDPR in materia di Privacy.
INDICE SOMMARIO
Capitolo 1. I dati particolari in ambito sanitario: come impatta il GDPR 1.1 L’evoluzione normativa che ha condotto al GDPR: focus sul professionista sanitario 1.1.1 Le“Professioni sanitarie” 1.1.2 L’evoluzione normativa 1.1.3 Normativa di riferimento dei dispositivi medici 1.2 I dati personali trattati dal Professionista sanitario: focus su dati sanitari, genetici e biometrici 1.2.1 I dati comuni e i dati giudiziari 1.2.2 I dati particolari 1.2.3 Le basi giuridiche legittimanti il trattamento dei dati particolari 1.2.4 Il consenso per il trattamento dei dati sanitari: cosa cambia con il GDPR 1.2.5 Il trattamento del Professionista sanitario ai fini di medicina preventiva e del lavoro 1.2.6 Casi in cui è necessario richiedere il consenso in ambito sanitario
Capitolo 2. Come organizzare lo studio del professionista sanitario 2.1 Il Professionista sanitario e l’accountability: cosa intendiamo per misure tecniche e organizzative 2.2 Quando gli adempimenti del GDPR diventano misure di sicurezza
Capitolo 3. Adempimenti pratici per il medico 3.1 Le novità in ambito sanitario alla luce del GDPR: il provvedimento dell’Autorità Garante 3.2 Quali informazioni fornire all’interessato 3.2.1 Cosa inserire all’interno delle informative 3.2.2 I dati di contatto 3.2.3 Le finalità e le basi giuridiche 3.2.4 Il tempo di conservazione dei dati 3.3 Come rilasciare l’informativa 3.4 Il registro dei trattamenti 3.4.1 Informazioni che deve contenere il registro del titolare del trattamento 3.5 Il Responsabile della protezione dei dati (RPD o DPO): obbligo o facoltà?
Capitolo 4. Il professionista della sanità all’interno del contesto del GDPR 4.1 Il professionista della sanità alla luce del Regolamento Europeo 679/2016 4.2 Il professionista della sanità: Titolare, Contitolare o Responsabile del trattamento? 4.3 Il medico del lavoro e la nota del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 27.02.2019
Capitolo 5. La sicurezza informatica in ambito medico-sanitario 5.1 Lo scenario attuale 5.2 Sicurezza dello studio/ambulatorio e GDPR 5.3 La protezione dei dati particolari 5.4 I dispositivi medici connessi
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